Notizie
La nuova versione di Gemini sarà inclusa in Android 17 e punta a diventare un assistente sempre presente nelle attività quotidiane degli utenti.

Martedì 12 maggio Google ha presentato ufficialmente Gemini Intelligence: il nuovo livello di intelligenza artificiale che inizierà a essere integrato in Android 17 e in altri dispositivi dell’ecosistema Android. L’annuncio è stato una delle principali novità di The Android Show 2026 e chiarisce la scommessa dell’azienda: trasformare Android da un sistema operativo tradizionale in una piattaforma capace di comprendere le attività ed eseguirle automaticamente.
L’idea va ben oltre un semplice assistente conversazionale. Secondo quanto spiegato da Google, Gemini Intelligence permetterà al telefono di completare azioni complesse tra diverse applicazioni, anticipare alcune esigenze e automatizzare processi quotidiani usando il linguaggio naturale.
Tra le dimostrazioni realizzate durante l’evento, Gemini è stato in grado di creare widget personalizzati, completare acquisti online, recuperare informazioni da vecchie email ed eseguire attività direttamente all’interno di Chrome per Android.
Google ha presentato anche diverse funzioni di Android 17 basate su Gemini Intelligence. Una delle più interessanti è la profonda integrazione dell’IA nel sistema operativo, che permetterà allo smartphone di comprendere il contesto e le azioni complesse tra diverse app.
Durante la presentazione, l’azienda ha mostrato strumenti capaci di trasformare istruzioni disordinate in testo strutturato, oltre ad automazioni pensate per la produttività, la navigazione web e l’organizzazione delle attività quotidiane.
Un’altra novità importante è che Gemini arriverà su più piattaforme all’interno dell’ecosistema Android, comprese auto, browser e futuri dispositivi XR, cioè di realtà estesa. Google ha persino anticipato nuove esperienze legate ad Android XR e ai nuovi Googlebook, rafforzando la sua intenzione di competere in un mercato sempre più centrato sull’intelligenza artificiale.
Google ha presentato anche Rambler, una funzione integrata in Gemini Intelligence che consente di comprendere conversazioni più naturali, anche quando le persone usano intercalari, fanno pause o formulano frasi poco strutturate mentre parlano.
Grazie a questo strumento, l’IA può interpretare espressioni come “ehm”, “cioè” o idee incomplete senza perdere il senso originale del messaggio. L’obiettivo è fare in modo che gli utenti non debbano preoccuparsi di parlare “perfettamente” perché Gemini capisca cosa vogliono fare.
Anche il cambio di nome in “Gemini Intelligence” non sembra casuale. Tutto lascia pensare che Google voglia posizionare la sua intelligenza artificiale come il cuore dell’esperienza Android, con una strategia che richiama direttamente Apple Intelligence.
Allo stesso tempo, l’azienda ha annunciato nuove funzioni di sicurezza basate sull’IA, tra cui il rilevamento delle chiamate fraudolente, la protezione dei codici OTP e blocchi biometrici avanzati per i dispositivi rubati.
Naturalmente, non tutto tra le due aziende si riduce alla rivalità. La nuova versione di Android 17 amplia una compatibilità introdotta anche dalla recente versione iOS 26.3. Si tratta della possibilità di trasferire i tuoi dati, inclusa la tua eSIM, da iPhone ad Android.
L’obiettivo di Google è chiaro: fare in modo che il telefono smetta di essere solo una piattaforma per aprire applicazioni e diventi un agente capace di eseguire attività complete per l’utente.
Google ha confermato che diverse funzioni di Gemini Intelligence inizieranno a essere distribuite nei prossimi mesi, inizialmente sui dispositivi Android compatibili e soprattutto sui telefoni Pixel. Alcuni strumenti arriveranno prima su Chrome per Android, prima di essere estesi al resto dell’ecosistema.
La presentazione ha anche mostrato chiaramente che l’intelligenza artificiale sarà il tema centrale di Google I/O 2026, dove sono attesi ulteriori annunci legati a Gemini, Android XR e all’automazione intelligente tra dispositivi.