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Malta regalerà ChatGPT Plus ai suoi residenti... ma a una condizione

Malta vuole diventare un Paese pioniere e un leader europeo nel campo dell’IA. Per questo offrirà un anno di accesso gratuito a ChatGPT Plus a cittadini e residenti. Prima, però, dovranno soddisfare una condizione piuttosto insolita.

Aggiornato: Mag 18, 2026

Malta vuole essere il primo Paese al mondo a offrire gratuitamente ChatGPT Plus ai suoi cittadini e residenti. Sembra un titolo facile, ma dietro c’è qualcosa di molto più interessante: non si tratta solo di dare accesso all’IA, ma di avviare un cambiamento molto più profondo.

Mentre altri governi discutono ancora su come regolamentare strumenti come ChatGPT o limitarne l’impatto nelle scuole e negli uffici, Malta ha deciso di fare l’opposto: accelerarne l’adozione a livello nazionale. L’iniziativa fa parte di una strategia più ampia per trasformare il Paese in uno dei poli europei più ambiziosi nel campo dell’intelligenza artificiale, puntando allo stesso tempo su istruzione, produttività e trasformazione digitale.

E anche se l’idea di offrire gratuitamente un abbonamento premium basta già ad attirare l’attenzione, il vero obiettivo sta in ciò che il Paese si aspetta che la popolazione faccia con questo accesso.

Cosa ha annunciato esattamente Malta

Il 16 maggio, Malta ha annunciato insieme a OpenAI una partnership piuttosto insolita: offrire l’accesso gratuito a ChatGPT Plus a tutti i suoi cittadini. Sulla carta, è la prima volta che un Paese propone di rendere disponibile su larga scala uno strumento di IA di questo tipo.

Ma l’annuncio non riguarda solo un abbonamento gratuito. Fa parte di un’idea più ampia che OpenAI riassume così: l’intelligenza artificiale dovrebbe funzionare come un’infrastruttura di base, proprio come l’elettricità o Internet. Come spiega l’azienda sul proprio sito:

«Crediamo che, proprio come l’elettricità, l’intelligenza dovrebbe essere disponibile per persone, aziende e istituzioni, affinché possano usarla quanto ne hanno bisogno, quando e dove ne hanno bisogno. Ma questa visione ha senso solo se le persone possono utilizzare questi strumenti in modo da migliorare davvero la loro vita e le loro comunità.»

Il programma, promosso dal governo insieme a OpenAI, propone quasi l’opposto dell’approccio abituale: formare prima la popolazione sull’intelligenza artificiale e dare accesso allo strumento solo dopo, a chi completa questo percorso.

Cosa include ChatGPT Plus?

ChatGPT Plus è la versione a pagamento dell’intelligenza artificiale di OpenAI, con un costo di circa 23 € al mese. In cambio, non si ha solo accesso al chatbot di base, ma anche a modelli più avanzati, capaci di ragionare meglio, generare immagini, lavorare su progetti più complessi o aiutare nella programmazione.

Prevede anche meno limitazioni: si possono fare più richieste, generare più contenuti - testi, immagini o audio - e usare strumenti più potenti senza rischiare di restare bloccati a metà lavoro. In pratica, è la differenza tra usare l’IA ogni tanto e integrarla davvero nella propria quotidianità.

La condizione: imparare l’IA prima di usarla

Ed è qui che Malta cambia completamente approccio. Non basta voler ottenere ChatGPT Plus: prima bisogna dimostrare di saper usare l’intelligenza artificiale. L’accesso all’abbonamento gratuito è legato al completamento di un corso base sull’IA. In altre parole, prima di darti lo strumento, ti insegnano cosa farne.

Cosa include il corso AI for All

Il corso, sviluppato dall’Università di Malta, è pensato per qualsiasi cittadino e residente, senza bisogno di conoscenze pregresse. Niente lezioni lunghe né formati complicati: si tratta di lezioni online, brevi e dirette, un formato perfettamente in linea con il 2026.

Secondo la Malta Digital Innovation Authority, l’obiettivo è molto pratico: capire che cos’è l’IA, cosa può fare, cosa non può fare e come usarla in modo responsabile sia a casa sia al lavoro. Perché il problema non è avere accesso all’intelligenza artificiale, ma imparare dagli errori del passato e capire come usarla bene.

Inoltre, non si tratta di un’iniziativa isolata. OpenAI sta già collaborando con i governi di Paesi come Estonia e Grecia per integrare questo tipo di formazione nei rispettivi sistemi educativi, il che lascia pensare che questo modello possa estendersi ben oltre Malta.

Vivere a Malta da nomade digitale: cosa cambia con questa misura

Attenzione: Malta non sta pensando solo ai propri cittadini. È anche uno dei Paesi europei che puntano di più ad attrarre talenti internazionali. Con il Nomad Residence Permit, i professionisti provenienti da Paesi extra UE possono vivere e lavorare da remoto sull’isola fino a tre anni, accedendo così anche a iniziative come questa.

Oltre a questo, ci sono diversi aspetti chiave che ogni nomade digitale dovrebbe considerare se sta valutando Malta:

  • Connessione Internet: la copertura e la velocità sono buone nella maggior parte del Paese, soprattutto nelle aree urbane come La Valletta o Sliema. Vale comunque la pena verificare prima della partenza come funziona il roaming e se, una volta arrivati, una eSIM o una SIM locale possa essere una soluzione migliore.
  • Spazi di lavoro e ritmo di vita: Malta combina infrastrutture moderne con uno stile di vita molto più rilassato rispetto a molte altre città europee.
  • Adattatori e prese elettriche: può sembrare un dettaglio, ma in pratica fa subito la differenza. Malta utilizza prese di tipo G, quindi ti servirà un adattatore per poter lavorare senza problemi fin dal primo giorno.

Perché questo modello potrebbe fare tendenza

Non è la prima volta che un Paese prova ad avvicinare l’intelligenza artificiale ai propri cittadini, ma qui non si tratta soltanto di facilitarne l’accesso. Si tratta anche di accompagnarlo con qualcosa che spesso viene trascurato: capire che cosa si sta usando.

Mentre altri modelli si concentrano sul mettere gli strumenti a disposizione di tutti, qui la logica è quasi inversa. Prima capire, poi usare. E in un momento in cui sempre più persone interagiscono con l’IA senza sapere davvero come funziona o fino a che punto può sbagliare, questa scelta non sembra affatto secondaria.

Il vero cambiamento non è l’accesso, ma il modo in cui si usa

Perché il problema non sta nella tecnologia in sé, ma nel rapporto che costruiamo con essa. Già oggi ci sono persone che usano l’IA come se fosse uno psicologo, come se potesse sostituire un medico o persino come una sorta di autorità che ha sempre la risposta giusta. Ed è lì che iniziano i problemi: quando smettiamo di mettere in discussione ciò che ci restituisce e perdiamo quel minimo di spirito critico e di ricerca autonoma.

Usata senza criterio, l’IA può amplificare errori o generare una sensazione di certezza che non sempre corrisponde alla realtà. Per questo serve una base minima di comprensione: per iniziare a usarla per ciò che è davvero, uno strumento che accompagna, amplia e facilita una parte del processo, ma che non sostituisce l’essere umano.

Ed è proprio qui che il modello di Malta diventa interessante. Non tanto perché il Paese regala ChatGPT Plus - anche se naturalmente questa misura diventerà molto popolare -, ma perché prova a integrare l’intelligenza artificiale in un uso più consapevole della tecnologia, in cui accesso e formazione avanzano allo stesso ritmo.

In fondo, l’idea è semplice: se la tecnologia avanza rapidamente, l’unico modo per non restare indietro non è frenare, ma imparare ad avanzare con essa, senza perdere di vista ciò che resta umano.

Júlia S.
Júlia S.

Viaggiatrice instancabile, amante dei mercati di strada e convinta sostenitrice di una buona copertura in qualunque angolo del pianeta. Ha vissuto in Nepal, ha viaggiato da sola in fuoristrada attraverso l’Islanda e ha assaggiato piatti locali in Thailandia, Italia, Turchia, Irlanda e Sri Lanka. Viaggia sempre con una eSIM. Ha scritto di viaggi per testate come Lonely Planet. Oggi, su MyRoami, scrive i contenuti che avrebbe voluto leggere prima di ogni partenza.

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