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La crisi del carburante ridisegna il panorama aereo nel 2026

In Europa, IAG, Lufthansa e Air France-KLM affrontano costi aggiuntivi per milioni di euro, mentre easyJet e Ryanair adeguano il programma dei voli e le tariffe. Air Europa punta sulla crescita grazie a forniture di carburante garantite, mentre le compagnie aeree cinesi aumentano i prezzi per scaricare sui passeggeri l’aumento dei costi del carburante.

Aggiornato: Mag 22, 2026

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Nel secondo trimestre del 2026, il settore aereo sta entrando in una delle fasi più tese dalla pandemia. L’aumento del prezzo del carburante, spinto dalla guerra in Medio Oriente e dall’incertezza energetica globale, ha già iniziato a cambiare il modo in cui operano le compagnie aeree in tutto il mondo.

Quella che era iniziata come una crisi geopolitica oggi si traduce già in voli più cari, rotte meno redditizie e adeguamenti nella gestione dei voli da parte delle compagnie aeree, che cercano di contenere i costi prima dell’estate europea.

Questo contesto ha accentuato la concorrenza tra i vettori al punto che, mentre alcune compagnie aeree annunciano voli cancellati durante la stagione estiva, altre cercano di ottenere un vantaggio assicurandosi le forniture di carburante e persino aumentando il proprio programma di voli.

Il carburante è tornato a essere il grande problema dell’aviazione

Il carburante aereo è una delle voci di costo che incidono maggiormente sulla redditività delle compagnie aeree. A seconda della compagnia e del tipo di volo, può rappresentare fino a un terzo dei costi totali.

Il conflitto con l’Iran ha fatto nuovamente salire il prezzo del petrolio e ha messo sotto pressione l’approvvigionamento energetico in diverse regioni. Allo stesso tempo, molte rotte internazionali hanno iniziato a evitare gli spazi aerei considerati a rischio, obbligando gli aerei a percorsi più lunghi e a consumare ancora più carburante.

La situazione sta già incidendo direttamente sui conti di gruppi come IAG, Lufthansa e Air France-KLM, che devono affrontare miliardi di euro di costi di gestione aggiuntivi legati alla crisi energetica.

Nel frattempo, compagnie come easyJet e Ryanair hanno già riconosciuto pubblicamente che l’aumento del carburante sta pesando sui loro margini e sta mettendo sotto pressione i prezzi dei biglietti nel periodo di punta della stagione.

Le compagnie iniziano a cambiare strategia

La risposta del settore è già cominciata e non passa soltanto dall’aumento dei prezzi. Molte compagnie aeree stanno riorganizzando le rotte, riducendo i collegamenti meno redditizi e dando priorità ai mercati in cui la domanda resta alta. Altre hanno iniziato a rinviare i piani di espansione o a rivedere l’intera rete per proteggere la redditività.

In Asia, alcune compagnie hanno già applicato supplementi carburante sui voli internazionali. In Europa, diverse low cost prevedono che i biglietti continueranno ad aumentare se il petrolio manterrà la tendenza al rialzo.

Air Europa prende le distanze dallo scenario di crisi

In un contesto complicato per il settore, la compagnia spagnola si distingue dal resto del mercato assicurando di avere forniture di carburante garantite per il picco della stagione estiva, tra giugno e settembre. Ha inoltre confermato un aumento di circa il 6% della propria offerta di posti in questo periodo.

La compagnia prevede di offrire circa 9,3 milioni di posti tra giugno e settembre, aumentando le frequenze e inaugurando nuove rotte internazionali. La strategia contrasta con quella di altre compagnie europee, che hanno già iniziato a ridurre la rete o ad adeguare l’offerta a causa dell’impatto del carburante.

La Spagna, inoltre, mantiene una posizione relativamente favorevole rispetto ad altri Paesi europei, perché gran parte del cherosene utilizzato dalle sue compagnie aeree viene prodotto localmente. Secondo i dati dell’Asociación de Líneas Aéreas, tra l’80% e l’85% del carburante aereo consumato nel Paese proviene da raffinerie spagnole.

Questo ha permesso a compagnie come Iberia, Vueling e Air Europa di escludere, almeno per ora, cancellazioni massicce o supplementi straordinari sui voli già venduti.

L’Europa cerca di limitare l’impatto sui passeggeri

L’Unione Europea ha iniziato a inasprire le regole sui cosiddetti “supplementi carburante”, un meccanismo storicamente utilizzato dalle compagnie aeree per trasferire direttamente ai passeggeri gli aumenti del prezzo del petrolio.

Anche se molte compagnie assicurano che eviteranno di applicare costi extra sui biglietti già emessi, l’aumento dei costi finisce comunque per riflettersi sul prezzo finale dei voli.

Il problema potrebbe aggravarsi se le tensioni in Medio Oriente dovessero continuare. Alcune analisi del settore avvertono persino che l’Europa dispone di riserve di carburante aereo solo per poche settimane in caso di peggioramento del conflitto.

Le compagnie aeree cinesi iniziano ad aumentare i prezzi

La crisi del carburante provocata dalla guerra in Medio Oriente non è un fenomeno limitato all’Europa o agli Stati Uniti. Anche le compagnie aeree cinesi hanno iniziato ad adeguare tariffe e supplementi per compensare il forte aumento del cherosene, che in alcuni periodi recenti ha raddoppiato il suo prezzo dall’inizio del conflitto.

Secondo il settore, compagnie come Air China, China Southern o Spring Airlines aumenteranno il prezzo dei biglietti a partire dal 16 maggio in risposta al prezzo del carburante. Si tratta di una misura già ripetuta più volte negli ultimi mesi, in linea con la volatilità del petrolio.

L’aviazione entra in una nuova fase

Al di là della crisi attuale, molte compagnie aeree hanno già capito che il problema energetico potrebbe trasformarsi in un fattore strutturale. Questo sta accelerando gli investimenti in aerei più efficienti, l’ottimizzazione delle rotte tramite l’intelligenza artificiale e nuove strategie per ridurre il consumo di carburante.

Torna a crescere anche l’interesse per i carburanti sostenibili per l’aviazione, anche se la loro adozione su larga scala deve ancora fare i conti con costi molto elevati. Nel frattempo, le compagnie adeguano praticamente settimana dopo settimana reti e piani di volo in base all’evoluzione del prezzo del petrolio e della situazione internazionale.

Cosa significa questo scenario per i passeggeri?

Per i viaggiatori, le conseguenze iniziano già a farsi sentire:

  • Voli più costosi.
  • Meno promozioni disponibili.
  • Tariffe più instabili.
  • Possibili modifiche a rotte o frequenze.

La differenza è che questa volta il problema non sembra temporaneo. E il settore aereo ha già iniziato a riorganizzarsi come se la crisi energetica fosse destinata a durare.

Felipe Villarrubia Symmes
Felipe Villarrubia Symmes

Musicista, scrittore e programmatore cileno - in quest’ordine. Dal 2012 la sua vita ruota attorno ai linguaggi: la linguistica, il codice e la musica come lingua universale. Viaggia in diversi paesi sia per tournée sia per piacere, restando sempre connesso grazie a una eSIM. Questo gli permette di lavorare da remoto ovunque si trovi. Ha partecipato a progetti di ricerca dell’Università Cattolica dedicati alla fantascienza e alla dittatura cilena. Scrive anche di tecnologia per altri media. Ha trovato il suo spazio come autore, sviluppatore e musicista, sia in studio sia dal vivo.

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Citato in Business Insider, Tech Times e Luxury Travel Magazine
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